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Abolire il minimo contributivo INPS per artigiani e commercianti

Minimo INPS
Tutti coloro che nel nostro Paese hanno voglia di fare impresa con nuove attività commerciali o artigianali, trovano un grosso ostacolo, talvolta insormontabile, nel contributo minimale Inps, che ogni commerciante e ogni artigiano deve pagare allo Stato.
 
Chi infatti vuole aprire una nuova attività come commerciante o artigiano, indipendentemente dal fatturato che farà, indipendentemente da quanto guadagna o da quando potrà guadagnare, entro la fine dell’anno dovrà pagare, ogni anno, circa 4.000 euro all’Inps.
 
La norma fu introdotta agli inizi degli anni 90, in un contesto completamente differente da quello odierno. Fu definito un reddito minimo (minimale di reddito) al quale ancorare il versamento dei contributi previdenziali, comunque dovuto, da valere anche nel caso in cui quello effettivo accertato ai fini fiscali si mantenga al di sotto di tale soglia (inferiore o negativo).
 
Si tratta di circa 3.800 euro che spaventano tanti giovani che desidererebbero avviare nuove iniziative imprenditoriali, ma che non vogliono correre il rischio di dover pagare allo Stato più di quanto potrebbero guadagnare con la nuova attività.
 
Questa assurda imposizione è anche all’origine di centinaia di migliaia di cartelle esattoriali e altrettante chiusure di piccole attività con debiti che non potranno mai essere sanati se non si interviene con un saldo e stralcio.
 
Molte di queste, infatti, conseguono ricavi inferiori ai 5000 euro e scelgono pertanto di svolgere al nero la propria attività.
 
Ora è il momento giusto di eliminare tale obbligatorietà, rimuovendo questo contributo minimale e sostituendolo con dei versamenti proporzionali alle entrate, così da uniformarlo alle regole vigenti per la Gestione separata INPS dove versano già molti autonomi e Partite Iva.
 
Questa modalità potrebbe far emergere molte micro attività e quindi aiutare la ripresa economica del nostro Paese e contemporaneamente procurare maggiori entrate nelle casse dello Stato a causa dell’aumento delle attività imprenditoriali e il tutto a costo zero, in quanto ai minori contributi versati corrispondono minori futuri versamenti pensionistici.
 
Pertanto questa imposizione è ormai fuori da ogni logica e va assolutamente abolita al fine di rilanciare occupazione e piccola imprenditorialità.

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